Alghe nere a pennello - BBA e (Nemalionales) - Black Beard Algae - ABC delle alghe in acquario

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Marino Varetto
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Alghe nere a pennello - BBA e (Nemalionales) - Black Beard Algae - ABC delle alghe in acquario

Messaggio da Marino Varetto » 13 aprile 2017, 11:58

Alghe nere a pennello - BBA e (Nemalionales) - Black Beard Algae



alghe BBA ed a barba 02.JPG


Molto evidenti le insorgenze di alghe BBA sul bordo delle Anubias nella foto. Potrebbero sembrare in un primo tempo, delle alghe a barba, ma si riveleranno in seguito a pochi giorni delle temibili BBA.

alghe BBA e Staghorn.JPG


Osservate la copiosa insorgenza di BBA sulle piante e sul legno di torbiera, nonostante sia presente un esercito di Caridine Japonica. Osservando bene l'immagine è possibile vedere come i guai non vengano mai da soli e filamentose e Staghorns stiano facendo capolino....




Classificazione scientifica:

Phylum: Rodophyte

Ordine: Nemalionales

Genere: Audouinella

Specie: Audouinella violacea



Descrizione della specie:


Note da anni come "Black Brush Algae" o Alghe nere a pennello, attualmente si riconoscono come "Black Beard Algae", in riferimento, forse, al famoso e quasi mitico pirata Barba Nera. Le famosissime e temutissime BBA alghe a pennello. Vivono quasi tutte in acqua salata marina: solo alcune specie si sono adattate a vivere nelle acque dolci. Quella che ci interessa è la Audouinella violacea, probabilmente la più diffusa nelle nostre vasche.

Possono presentarsi di colore nero, marrone scuro, verde e violaceo. Il loro aspetto è propriamente quello di un ciuffetto, un pennello appunto.
Sono in grado di svilupparsi un po' su tutto: arredi, vetri e piante. In genere preferiscono le foglie dure delle Anubias molto illuminate, o parti fisse dell'attrezzatura, su arredi o legni, dove si attaccano lungo il bordo o nelle loro parti più esposte alla luce. Nel tentare di rimuoverle, cosa per altro difficoltosa, si deve far attenzione che dei frammenti non si disperdano per la vasca, infatti dove questi si poseranno, cresceranno nuove colonie.

Alghe BBA ed a Barba.JPG


L'evoluzione della grave insorgenza algale nel mio acquario: tra le varie specie possiamo riconoscere BBA, Staghorns e Filamentose



Sin qui, tutto chiaro, ma molti non sanno che queste alghe, che qualcuno, a gusto suo, riesce a trovare gradevoli e naturali, (e forse lo sono anche), si possono invece combattere senza grossi problemi. Personalmente nel caso di insorgenze, le combatto e le debello comunque a prescindere, ristabilendo le condizioni ideali per far vegetare le piante superiori, e con l'aiuto di qualche accorgimento mirato e sicuro. Normalmente vengono introdotte con le nuove piante, e se trovano nella vasca le condizioni ideali con forte illuminazione, buona fertilizzazione e CO2 scarsa, ed un carico importante di carbonio organico, possono proliferare.

Anche lampade illuminanti con gradazioni importanti, (sopra gli 8000K°), possono agevolare il loro sviluppo incontrollato, così come lampade vecchie e scariche, e qualsiasi forma di squilibrio e carenza che possa fermare la vegetazione superiore, inibendola o stoppandola. Una cosa che forse molti non sanno è che ambienti estremamente acidi, e particolarmente teneri in termini di durezze, la favoriscono, tant'è che spesso negli acquari "biotopo" di ispirazione Amazzonica estrema, possono fare capolino e proliferare in modo massiccio.


BBA e crispata.JPG
BBA ed alghe a Barba colpiscono preferibilmente le larghe foglie di Anubias e Microsorum...





BBA appena trattate a Spot utilizzando una siringa comune con H2O2: da nere diventano quasi immediatamente rossicce, per poi virare in un colore quasi diafano. In questa fase dal giorno a seguire il trattamento è possibile asportarle comodamente ciuffo per ciuffo le varie insorgenze evitando in questo modo di potare la foglia colpita.


le BBA muoiono.JPG


Il gruppo di gruppo di Anubias viste sopra, dopo il trattamento con il Perossido di Idrogeno... Le BBA appena trattate con H2O2 e con Spot mirati eseguiti con una siringa. Da notare il colore rossiccio che precede la morte dell'alga. Notate anche l'invasiva presenza di Staghorns nei dintorni...


Miglioramenti.JPG


Evidente, ad insorgenza risolta, senza potature o quasi, la vista d'insieme di come si presentano le mie Anubias, i Moss e le felci si siano ripulite.



Stessa cosa può avvenire, in vasche molto spinte, magari con fondi allofoni, che nelle prime fasi del loro impiego interagiscono pesantemente chimicamente con molti elementi, (carbonati e fosfati), rilasciando nitrati in modo più o meno massiccia. Il risultato è che solitamente, ci si ritrova con dei valori di Ph molto acidi, tendenti al 6,0° e con durezze praticamente azzerate. Mancare la corretta reintegrazione di questi elementi può condurci ad assistere ad una insorgenza massiva di quest'alga.

Il vero problema, e che con questi valori quasi estremi, non è possibile in nessun caso, riuscire a diffondere della Co2, salvo voler abbassare ulteriormente il Ph, in quanto nella nostra acqua, non è presente alcuna capacità di "tamponamento" del Ph, garantita invece dai carbonati disciolti.


BBA.JPG


In questa situazione, dove si cerca di ristabilire continuamente un valore del Kh di almeno 3° - 4 ° diventa fondamentale intervenire con un apporto controllato di Carbonio liquido, che quanto meno ci aiuta ad innescare la vegetazione delle piante superiori. Badate bene, non lo si utilizza per fermare le alghe, come alcuni pensano, ma bensì per apportare un minimo di Carbonio, Elemento chimico essenziale per aiutare in avvio le nostre piante.

L'utilizzo di Sali appropriati per correggere l'acqua di Ro solitamente utilizzata ci aiuterà a poter micronizzare della Co2 vera, quella proveniente dalla bombola del nostro impianto, abbandonando di conseguenza sempre più, l'utilizzo del Carbonio liquido. Nell'utilizzare l'acqua di Ro pura, non dobbiamo preoccuparci del suo valore di Ph, in quanto a durezze assenti, (altrimenti non si tratterebbe di acqua pura di Ro), lo stesso varierà immediatamente non appena la stessa sarà mescolata con l'acqua esistente nella vasca. Il valore del Ph è un valore non assoluto, ma logaritmico e matematico, direttamente in correlazione con i valori assoluti del Kh e della Co2.


BBA su arredi.JPG


Una prova per capire quanto vi dico, è quello di misurare in un piccolo recipiente dell'acqua di Ro pura appena estratta dall'impianto d'osmosi, il suo valore del Ph, e penso di poter dire, che otterrete un dato prossimo al 5°. Ora rimescolate e scuotete l'acqua, con un mestolo, o anche soltanto sbatacchiando il contenitore e rimisurate il Ph e vedrete che lo stesso è variato, portandosi verso l'alcalino, perché abbiamo aiutato la Co2 presente a disperdersi nell'atmosfera.

Di conseguenza, la cosa importante è controllare il valore dei carbonati mediando gli esistenti in vasca con quelli che introdurremo. Altro passo da farsi senza alcuna remora o paura, è fare un ciclo di filtraggio con del carbone attivo, proprio per diminuire il carico di carbonio organico.


Cause scatenanti:


Carenza di Fosfati e Nitrati.
Valore di Ph estremamente basso ed acidulo. Illuminazione corretta e molto elevata in quantità. Scarsa immissione di Co2.
Lampade vecchie ed usurate da sostituire.
Squilibri dei valori chimici e fisici dell'acqua della vasca.
Carico eccessivo di carbonio organico.
Fertilizzazione corretta, ma in concomitanza ad una stasi delle piante superiori.


Rimedi ed interventi limitanti:


Immancabile il ripristino delle ottimali condizioni di coltura per le piante superiori.
Trattamento a spot con acqua ossigenata, (Perossido di Idrogeno a 10 volumi o al 3%), da ripetersi in circa tre giorni consecutivi.
Eventuale trattamento sempre con il perossido, ma generale a tutta la vasca.
Filtraggio con carbone attivo per quindici giorni circa.
Eliminazione meccanica da farsi con le pinze, per ogni singolo ciuffo.




Per tornare all'elenco delle alghe in acquario: ABC delle alghe - Le nostre attuali conoscenze




Note dell’Autore:


Questo articolo è stato da me pubblicato per la prima volta sul forum Acquariodolce.it nel periodo intercorso tra il 2015 ed il 2016, poi diventato Microcosmoacquari.it
La versione che avete letto è stata da me rivista e corretta, e nuovamente editata per la sua pubblicazione odierna.



Bibliografia e ringraziamenti dell'Autore:

- Il web tutto
- Wikipedia enciclopedia libera
- Rivista Aquarium , ed. Primaris
- Rivista Acquarium oggi, ed. Aquaristica
- La mia Biblioteca personale


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