Alghe Cladophora crispata - Cladophoraceae - ABC delle alghe in acquario

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Marino Varetto
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Alghe Cladophora crispata - Cladophoraceae - ABC delle alghe in acquario

Messaggio da Marino Varetto » 11 aprile 2017, 19:57

Alghe Cladophora crispata - Cladophoraceae



crispata.jpg
Cladophora crispata in acquario



Staghorns o Cladophora crispata, a volte è veramente difficile riuscire ad identificare esattamente un'alga.
Personalmente in questo caso, propendo per una Staghorns...



crispata 03.JPG



Classificazione scientifica:

Ordini:

Descrizione della specie:


crispata 04.JPG



E' un'alga molto di per se "vicina" alle piante superiori e per questo motivo spesso è difficile da combattere, in quanto qualsiasi metodo si utilizzi potrebbe danneggiare anche le piante superiori. Riuscire ad identificarla al volo non è sempre facile, in quanto è molto facile, specie all'inizio dell'insorgenza, scambiarla con delle Filamentose, o delle Staghorns; solo con la sua crescita è possibile poi identificarla con certezza..

Si presenta piuttosto ramificata, con filamenti leggermente rigidi e spesso si compatta arrotolandosi a formare dei piccoli cespugli sferici. Una sua caratteristica peculiare è l'odore che essa emana se strizzata e sminuzzata tra le dita: un odore pungente che ricorda il bruciato.

La sua crescita è lenta e spesso può non dare fastidio più di tanto, ma dipende molto da dove si propaga. E' strettamente parente della più famosa Cladophora aegagropila, quelle curiose palline verdi che spesso si vedono nelle vasche dei negozi e per mezzo della quale sovente si introduce inconsapevolmente nella propria vasca.

E' di per se un'alga molto coriacea da estirpare, ma vi ricordo che per svilupparsi anche lei deve comunque sempre trovare le condizioni ideali per poterlo fare. Se la vasca sarà ben bilanciata questa insorgenza può essere tranquillamente evitata. Combatterla non è cosa semplice, proprio per via della sua estrema affinità con le piante superiori.

Resiste anche ai trattamenti effettuati con il Perossido di Idrogeno, alla terapia del buio ed ai trattamenti a base di rame, mentre si dimostra sensibile al Carbonio liquido e ad una buona e
costante immissione di CO2 gassosa.

La sua resistenza è anche dovuta al fatto che è in grado di sfruttare a proprio vantaggio ed in modo veramente efficiente tutto quanto di nutriente trova nella vasca.


Cause scatenanti:


Molto probabilmente, la scarsità di immissione di CO2 ed una introduzione inconsapevole di spore dormienti nella nuova vasca sono le due cause più ricorrenti che questa alga sfrutta per svilupparsi.


Rimedi ed interventi limitanti:


La pazienza, senza la quale abbiamo già perso in partenza. L'eliminazione meccanica, eseguita con pazienza e molta calma, è l'unica forma sicura, l'unica metodologia efficace di cui disponiamo per combatterla e vincerla, accompagnando questa azione con dei singoli trattamenti mirati a spot, eseguiti sempre con il filtro spento, per evitare giochi di corrente, con il Carbonio liquido.

Possiamo anche combatterla con i suoi nemici naturali classici. Pesci ed animali fitofagi, quali, lumache, pesci come Otocinclus affinis,Plecostomus, Ancistrus, ma soprattutto Crossocheilus siamesis, veramente insuperabile ed infaticabile mangiatore di alghe. Immancabili ed instancabili anche tante Caridine.

Incredibili come sempre le Japonica multidentata, o Amano Shrimp , ma Il problema è che questi animali comunque, si interessano a quest'alga quasi esclusivamente quando è molto giovane, molto probabilmente perché più tenera, oppure, se la stessa è stata trattata in precedenza con il Carbonio. Questo trattamento che provoca comunque dei danni all'alga, sembra apprezzato soprattutto dalla Caridine, che subito cercheranno di nutrirsene.

A queste operazioni, e sempre bene, cercare di diffondere un certo quantitativo di CO2 anche se superiore alle 20 ppm, (parti per milione), avendo però cura di osservare molto attentamente il comportamento dei nostri animali allevati.

Ultimo e non per questo meno importante: curare molto la crescita e lo stato di vegetazione delle nostre piante coltivate. Ripristinando le condizioni ideali per la loro crescita e immettendo molta CO2 le stesse dovrebbero vegetare in modo esponenziale, sottraendo in questo modo elementi nutrienti alla C. Crispata che sarà costretta a regredire sino a sparire.


Per tornare all'elenco delle alghe in acquario: ABC delle alghe - Le nostre attuali conoscenze






Note dell’Autore:


Questo articolo è stato da me pubblicato per la prima volta sul forum Acquariodolce.it nel periodo intercorso tra il 2015 ed il 2016, poi diventato Microcosmoacquari.it
La versione che avete letto è stata da me rivista e corretta, e nuovamente editata per la sua pubblicazione odierna.



Bibliografia e ringraziamenti dell'Autore:

- Il web tutto
- Wikipedia enciclopedia libera
- Rivista Aquarium , ed. Primaris
- Rivista Acquarium oggi, ed. Aquaristica
- La mia Biblioteca personale


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